Vico Viviani

Venerdì 10 Giugno 2022
NOTE DI REGIA
“Vico Viviani” Il concerto che anticipa il disco che sarà  pubblicato ad ottobre prossimo e per il quale Fiorenza Calogero ha coinvolto musicalmente tantissimi musicisti e cantanti sia italiani che internazionali come Rosalia de Souza, M’barka Ben Taleb, Elena Ledda, Jaques Morelenbaum, solo per citarne alcuni.
Nata a Castellamare di Stabia, proprio come Raffaele Viviani, nel periodo del lockdown ha sentito l’esigenza di raccontare la sua città  attraverso un linguaggio artistico che ne avrebbe esaltato la bellezza e contestualmente l’opera del grande Maestro.
L’idea le è  arrivata un giorno correndo per i vicoli della sua città, ritrovandosi, cosi per caso, proprio di fronte alla casa natale di Viviani, da lì l’intuizione particolare di aver trovato la “strada” per il suo progetto per raccontare il suo legame, unitamente come quello del grande commediografo, con il popolo stabiese e con la sua terra.
Il progetto ha dato vita, oltre ad un emozionante concerto e ad un disco di prossima uscita, anche ad un bellissimo docufilm, la cui anteprima verrà  proiettata alla fine dello spettacolo, in cui l’interprete “racconta” in parole e musiche la scelta delle varie “voci” che hanno contribuito al progetto e che lo hanno reso un vero e proprio gioiello musicale. 
 
“Nell’ideare questo concerto, ho pensato a un vico messo in scena come viaggio – spiega Calogero –, un vico che è  punto di arrivo e di partenza, di deriva e di approdo, un vico che viaggia in un’interminabile strada fatta di mistero e poesia, terra e mare, luce e buio, pulsione e razionalità».
Il linguaggio musicale è  quello tipico del mondo contadino del sud Italia – prosegue l’artista, che esordì a diciassette anni nella Gatta Cenerentola di Roberto De Simone –: lo stile della tarantella nelle sue molteplici forme e della tammurriata, che riteniamo sia la sua attuale variante, con un “sound”, inasprito da tammorra e chitarra battente, che rievoca il gioioso clamore dei vicoli, la compianta lontananza di un marinaio, la folle disperazione degli zingari e l’orgoglio malinconico di Bambenella». 
 
Tra i brani interpretati, Rumba scugnizza (“La rumba degli scugnizzi”), ‘O marenaro ‘nnammurato, Prezzetella ‘a capera, Lavannare’, Si vide a l’animale, Zingari, Avvertimento, Canzone di Margherita e Quanno jarraje a spusa’, solo per citarne alcuni , intervallati da contributi audio  con la voce di Peppe Barra, Massimiliano Gallo, Lello Radice e Anna Spagnuolo, e alla musica si accompagna l’ impianto video-scenografico di Alessandro Papa, a testimonianza che la bellezza va interpretata ed espressa in tutte le sue forme artistiche, dalla musica alla parola, dal canto alle immagini, il tutto sotto la sapiente regia di Gennaro Monti e la produzione firmata da Musiciens (Salvatore Piedimonte) e MigrazioniSonore (Fiorenza Calogero).
Sul palco per esprimere tutta la musicalità  della nostra amatissima terra Fiorenza Calogero è  stata accompagnata da Marcello Vitale alla chitarra battente, direzione ed elaborazioni musicali, Carmine Terracciano alle chitarre e Gianluca Mercurio alle percussioni, ospite Ezio Lambiase alla chitarra elettrica.
ALTRE NOTE
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